Nemo propheta in patria

Scritto da
Alessandro Ausenda

Sempre più spesso si sente parlare del fenomeno dei cervelli in fuga, giovani laureati, motivati e con ottimi risultati accademici che purtroppo non trovano spazio nel tanto amato et odiato Bel Paese.

Che cosa spinge questi giovani che rappresentano il futuro di una nazione a lasciare famiglia, amici e un luogo a loro caro dal punto di vista emotivo per nuove realtà? Sembrerebbe una scelta dettata dalle maggiori possibilità lavorative che il paese ospitante offre ai nostri connazionali, ma oltre a questo vantaggio quali sono gli altri aspetti connessi a questa scelta ?

Francesca, venticinquenne originaria di Padova laureata in Giurisprudenza presso l’Università di Bologna che poi ha conseguito un master LLM in International Business Law presso la Tilburg University ci aiuterà a rispondere a queste domande.

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Francesca durante una tipica serata Olandese che prevede il famosissimo Beer Cantus

«A metà Agosto 2014 mi sono trasferita a Tilburg. Essenzialmente mi ha spinto la necessità di specializzarmi in Diritto Commerciale Internazionale. Oltre a questo, avendo iniziato la pratica forense, mi sono resa conto delle poche prospettive lavorative per i giovani laureati. Di conseguenza, non potendo fare progetti neppure a breve termine sia a livello economico sia a livello personale, ho deciso di investire nuovamente sul mio futuro scegliendo un’ulteriore esperienza all’ estero. »

Sorge spontaneo domandarsi per quale motivo proprio nei Paesi Bassi e non in altri stati dove il sistema universitario è spesso sinonimo di garanzia lavorativa una volta concluso il percorso accademico.

«La mia scelta è stata dettata dal piano studi offerto dall’Università di Tilburg, poiché corrispondeva alle mie esigenze, ovvero specializzarmi in diritto commerciale non Europeo ma Internazionale e al tempo stesso l’idea di maturare questa esperienza in un ambiente multiculturale e altamente stimolante. »

Francesca appare pienamente soddisfatta della sua scelta, vivendo all’estero le si sono aperti gli occhi sul fatto che i Paesi Bassi, pur non essendo il suo paese d’origine, le stiano dando quelle possibilità che la sua nazione le avrebbe dovuto dare. Ha lasciato l’Italia non per mancanza di amor patriae, bensì per l’impossibilità di fare progetti futuri, quali famiglia e carriera. Il primo impatto con gli standard olandesi non lascia dubbi sull’ efficienza di questa nazione.

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Francesca con amici in Lapponia durante il suo periodo Erasmus ad Helsinki

«A livello universitario il metodo è molto simile ai paesi nordici, periodi costantemente intensi per via degli individual/group assignments richiesti prima di giungere all’esame finale. Avendo fatto l’Erasmus in Finlandia non ho trovato difficoltà ad adeguarmi al modello universitario olandese. Per quanto riguarda lo stile di vita, diciamo che ho fatto un po’ più di fatica ad abituarmi al clima rigido e agli orari Olandesi: pausa pranzo alle 12:00 per non più di trenta minuti, cena alle 18:00 e tutti i negozi già chiusi al ritorno dal lavoro. Pienamente positivo il giudizio riguardo agli olandesi, sono stata accolta nel mondo universitario e lavorativo con estrema cordialità in un’atmosfera dove si percepisce il lavoro come un dovere ma al tempo stesso coesiste con un profondo rispetto della vita privata e dei ritmi personali. Infine, oltre alla splendida integrazione culturale e sociale che include tutti i benefici dell’essere cittadino di questa nazione, mi piace l’estrema gentilezza che cambia davvero la giornata, sali sul bus l’autista ti sorride, cerchi un’ informazione e subito qualcuno si rende disponibile per aiutarti, ti rechi semplicemente a fare le compere settimanali e tutti sono felici, sorridenti e cordiali. »

Ovviamente Francesca trasmette una piacevole impressione riguardo alla sua esperienza all’estero, quasi come se il paese ospitante fosse il paese di Bengodi. Tuttavia, il suo ritmo di vita per affermarsi nel sistema olandese, molto competitivo e professionale, dimostra la determinazione necessaria per poter godere degli aspetti positivi offerti da questa nazione.

«La mia settimana tipo inizia con la sveglia alle 5:50, prendo l’autobus per la stazione dei treni, colazione veloce e orribile, treno diretto a Eindhoven dove inizio a lavorare alle 9:00 sino alle 17:30. Finito il lavoro torno a Tilburg, vado a fare la spesa, ceno e sino a poche settimane fa mi dedicavo per tutto il resto della serata alla stesura della tesi. Il sabato e la domenica sono sacri in Olanda: riposo totale e momenti di relax che trascorro a Bruxelles con il mio ragazzo Joris »

I progetti futuri di Francesca appaiono chiari, rimanere in Olanda o comunque nel Nord Europa e continuare a lavorare per aziende di rilievo a livello internazionale, viaggiare e perseguire le stesse soddisfazioni che riceve ogni qualvolta porta a termine nuovi progetti lavorativi.

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