La notte di Croce al Toilet Club

Scritto da
Croce_drag queen_PequodRivista
Sara Alberti

Travestimento. Alletta e fa divertire l’uomo a teatro, sui palcoscenici delle popstar, all’opera, nei musical: riflettori e camuffamenti fanno si che i ruoli si scombinino in modo bizzarro e irriverente, le parti si ribaltano e se aggiungiamo un pizzico di divertenti rimandi alla sfera sessuale, il divertimento è assicurato.

Notte. Croce, ogni weekend, raggiunge il suo ragazzo che sta vicino a Milano e lo segue nel suo lavoro di Dj: da ormai quattro anni animano la serata Vergona presso il Toilet Club di Milano, insieme ad altri amici. Siamo al Q21, un locale in via Padova ma quando arriva l’estate la festa si sposta al chiringuito del parco Forlanini.

Giorno. Simone è un grafico bergamasco di 39 anni. Simone è Croce.

Simone guarda le immagini di Nina Hagen e Siouxie le ammira e prende spunto da loro per il trucco, «l’abbigliamento che scelgo arriva per il 90% da negozi di vestiti usati. Mi piace rovistare e riciclare l’abbigliamento, soprattutto quello di qualche decennio fa. Il mio cavallo di battaglia? Il cerone bianco, le parrucche appiccicose di lacca, le calze a rete e un paio di Buffalo. Non provo mai niente prima di una serata, adoro il freestyle e mi ispiro ai grandi performer della musica pop, cercando ovviamente di dare il meglio nel fare il contrario. Faccio tutto questo perché mi diverto, non sono un professionista. Posso permettermi di sbagliare il testo di una canzone, di fare una linea storta di eyeliner, di non indossare tacchi e di levarmi la parrucca ad una certa, ma nessuno mi deve sgridare».

L’habitat ideale di Croce e della sue amiche è la discoteca: un luogo in cui si balla da soli così come personali e solitarie sono le esibizioni . Continua Simone: «Esistiamo e funzioniamo come gruppo. Quando una è più brutta dell’altra, i riferimenti si resettano e sembriamo tutte splendide. La Croce non sarebbe lei senza la Rachele, La Mestruo non sarebbe la Mestruo senza la Zingaro, la Coriandola non sarebbe tale senza la Trapezia. I nomi sono tutto un programma di quello che vi trovate di fronte se decidete di entrare nel nostro manicomio».

La serata si apre con un’esibizione che hanno chiamato Lip Show, spiega Simone: «in queste serate ci alterniamo sul palco, facciamo il lipsync delle nostre canzoni preferite (o viceversa), sfottendoci a vicenda. Diciamo che crediamo molto di più nello sfotterci a vicenda che non nel fare delle belle esibizioni. Gli elementi che non possono mancare sono le travestite, la musica, un microfono finto e una luce che ci illumina» . L’obbiettivo finale è il divertimento.

Luci, musica, drink colorati, ammiccamenti casuali che strappano una risata. Croce e le sue amiche non credono di essere dive. «Personalmente mi sento un clown, una poveraccia quarantenne che prende in giro la vita diventando la caricatura di se stessa. La gente va in discoteca per sfogarsi, bere, ballare e conoscere altra gente. Il sesso fa parte di questo circo, pertanto ogni suo riferimento funziona».

Questo mondo affascinante e bellissimo è stato recentemente documentato da Marco Riva, un fotografo amico di Simone: «Conosco Marco da un po’, finché un giorno mi chiede di potermi ritrarre come Simone. Io gli propongo di farlo come Croce e di venire al Toilet che ne diventerà il soggetto ritratto negli scatti». Tra il 2014 e il 2015 vennero realizzate le sessioni fotografiche che vanno ad indagare il backstage , il momento dell’allestimento e quello della preparazione, fino alla messa in scena. La base rimane la serata eccentrica e alternativa milanese: il sabato notte al Toilet Club. Come avrete immaginato, il tema dominante è quello del travestitismo che segue un percorso legato a drag queen e club kids, verso una ricerca dell’identità e la figura umana dei soggetti.

Potete visitare questa serie fotografica presso la mostra Toilet – Immagini per transizione alla 255 Raw Galley in via Tasso 49 a Bergamo. La mostra fa parte del calendario del festival Orlando – Identità, relazioni, possibilità (Bergamo, 14-21 Maggio 2017).

Fotografie di Simone Facchinetti

Categorie Articoli:
Teatro

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza cookie terzi per le sue funzionalità. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.
Pequod