La prima web radio di via Festa del Perdono

Scritto da
Andrea Turchi

Festa del Perdono è la sede storica della ‘Statale’. Qui, dove un tempo sorgeva l’ospedale maggiore di Milano, da ormai oltre novant’anni si trova la sede di una delle Università pubbliche più prestigiose d’Italia. Entrando dal cortile d’onore del Filarete, si passa nei chiostri che portano i nomi “Ghiacciaia” e “Legnaia”, a ricordare il loro antico utilizzo. Oggi, nella stanza in mezzo ai due chiostri si trova Radio Statale, la prima web radio di questo polo, che proprio in questi giorni festeggia il suo terzo compleanno. Qui incontriamo Giulia, la direttrice della radio. 23 anni, di Lodi, Giulia ha visto nascere e crescere la radio e oggi che ne coordina le strutture, ci spiega cos’è Radio Statale e cosa vuol dire essere una web radio universitaria. Anzitutto si partiamo dalla cosa principale: i soldi. La radio ogni anno riceve un finanziamento dall’università che le permette di stare in piedi. Ma non solo: «La questione dei soldi – ci spiega Giulia – è molto importante perché, non dovendo cercare investitori e non dovendo sottrarre tempo e spazio ai programmi e alla musica per trasmettere pubblicità, possiamo permetterci il lusso di sperimentare come non si potrebbe in altre circostanze».

Un altro punto fondamentale è la professionalità. «Radio Statale – continua la direttrice – ha anche l’obiettivo di dare strumenti a chi ne fa parte, così come a chi l’ascolta». E se da un lato gli aspiranti speaker imparano presto ad aver a che fare con sistemi di regia digitali, microfoni e computers, con professionisti del mondo del giornalismo e della musica, dall’altro l’ascoltatore si trova di fronte a un modo inedito di fare radio: dai programmi che raccontano il mondo della musica tout-court, spiegandone anche le minuzie tecniche, attraverso giovani che hanno studiato o lavorato in quel contesto d che curano e realizzano programmi appositi, passando per la cultura e il mondo dell’associazionismo.

Si, perché la Radio è anche il collante che lega le varie associazioni presenti in Statale. Il Cus (Centro Universitario Sportivo), l’associazione per i diritti LGBT ‘Gay Statale’, le redazioni dei giornali universitari sono un arcipelago di idee e dibattiti che trovano nella radio ulteriori spazi per esprimersi in un contesto inclusivo. Stesso concetto di inclusività che riguarda il rapporto con le altre radio universitarie. Radio Statale è dunque una realtà dove si sperimenta, si uniscono voci e idee che trovano così ulteriore spazio.

Fotografie di Radio Statale.

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