Matilda Editrice, educare all’affettività

Scritto da
MatildaEditrice_educazione sentimentale_Pequod
Daniele Donati
L’educazione affettiva inizia ben prima di quella sessuale ed è uno dei terreni più difficili sui quali far crescere i futuri uomini e le future donne di domani. Prestare maggiore attenzione alle esperienze sentimentali dei ragazzi, dal rapporto con i genitori, alle amicizie, alle relazioni amorose potrebbe essere la prima forma prevenzione per contrastare i tanti episodi di violenza, bullismo e sopraffazione che sentiamo ogni giorno sui giornali. Sentimenti ed emozioni vanno appresi ed esercitati, non si improvvisano una volta diventati adulti, come distrattamente si crede; soprattutto in un contesto sociale di profondi cambiamenti, occorre riflettere sulla crescita affettiva dei giovani, fornendo loro una grammatica dei sentimenti che permetta di gestire le relazioni con gli altri, il rapporto critico con il proprio corpo durante lo sviluppo, il tema dello smarrimento di identità e tante altre delicate questioni che l’assenza sempre più grave di modelli di confronto nella società adulta ha reso ancora più importanti.
In tal senso la lettura può essere di grande aiuto. Come un genitore aiuta ad interpretare il mondo visto dal bambino, così anche un buon libro media le emozioni, esemplifica la realtà. Il meccanismo di rispecchiamento che evoca un romanzo (o, se si preferisce, ciò che ognuno di noi proietta di sé sulla pagina scritta), può essere un intimo ausilio per affrontare alcune stagioni della vita, per trovare conforto da timori e insicurezze, per dare il giusto nome a ciò che si prova.
I ragazzi ansiosi di risposte a domande scabrose o i genitori impegnati a spiegare la sessualità ai propri figli non faranno fatica a reperire testi utilissimi sull’educazione sessuale nell’era di Internet. Racconti e romanzi, invece, nonostante non forniscano precisi messaggi pedagogici, sono necessari per gli stimoli e le risposte che il lettore trova in essi interpellando se stesso, la sua affettività e le sue qualità.
Sono tantissimi i libri-palestra sui quali allenare i sentimenti. Percorrendo gli scaffali di una qualsiasi biblioteca se ne possono pescare molti, per tutte le età.
Ascolta il mio cuore (1991) di Bianca Pitzorno è ambientato nell’Italia del secondo dopoguerra e racconta di un gruppo di bambine di una classe elementare in un paesino sardo che si ribella di fronte alle ingiustizie subite da coetanei ed insegnanti. Delle tante storie che si intrecciano e animano i suoi personaggi, il punto d’osservazione rimane sempre quello delle tre piccole protagoniste Prisca, Elisa e Rosalba che, tra fraintendimenti e malintesi, imparano a conoscere rabbie, dolori e gelosie, pregi e conseguenze delle emozioni.
Nel panorama narrativo per giovani-adulti il capolavoro di Ursula K. Le Guin, Agata e pietra nera (1976) avvicina il lettore alle inquietudini adolescenziali. Tra Owen e Natalie nasce un legame sorprendente, che matura pian piano finché loro stessi non incappano nel problema di volerlo definire. Un racconto breve ma intenso per comprendere le relazioni tra ragazzi e ragazze nella fase più delicata della crescita.
E come dimenticare Il piccolo principe (1943) di Antoine de Saint-Exupéry. Un libro per bambini che si rivolge agli adulti: denso di poetiche metafore, offre molteplici chiavi di lettura e stimolanti riflessioni per tutti.
Giunti ad una certa maturità anagrafica, troviamo un romanzo come Ragazzi di vita (1955) di Pier Paolo Pasolini, uno spaccato dell’Italia del dopoguerra e della sua miseria, fatta di degrado, violenza e trasgressione; ma anche del dolore che inevitabilmente si trova in ogni condizione umana, soprattutto se scaturisce da privazioni.
Le amicizie particolari (1944) di Roger Peyrefitte è entrato di diritto tra i grandi romanzi francesi sull’educazione sentimentale. Ambientato in un collegio religioso, tratta di un ingenuo amore omosessuale tra due ragazzi e dell’immediata repressione da parte del sacerdote. Il racconto rimane attuale, tanto che nell’omonimo film si rimarca, a dispetto dell’ormai lontano contesto socio-culturale degli anni ‘20, l’immutabilità delle «emozioni che sentiamo sorgere forti alle soglie dell’adolescenza».
Per chi ricerca qualcosa di più recente, il bravo Paolo Cognetti ci può guidare nei turbamenti dei giovani del nuovo millennio. In Una cosa piccola che sta per esplodere (2007) «l’adolescenza è il luogo magico in cui i personaggi, raccontando la propria vita, mettono a nudo la nostra».
Facendo una deviazione dalla narrativa, un testo vibrante nel quale l’affermazione della propria vita, felicità, crescita, libertà è connaturata alla propria capacità di amare è L’arte di amare (1957) di Erich Fromm. Amore materno, amore per se stessi, amore spirituale: per vivere i sentimenti umani nella loro autenticità è necessario conoscersi e conoscere le aporie della società contemporanea.
Anche la graphic novel ha qualcosa da raccontarci: Blankets (2003) di Craig Thompson è un vero e proprio romanzo di formazione che racconta di un ragazzo alla ricerca del suo posto nel mondo, quindi di tutte le paure e le delusioni che dovrà affrontare.
Multicultura, accoglienza, tenacia, identità, lettura, diversità, affettività. Dalle iniziali di queste parole e dal romanzo di Road Dahl nasce e cresce il felice lavoro di Matilda Editrice, che si pone come una bussola nelle mani di ragazzi e ragazze, insegnanti e genitori, raccontando la diversità e l’accoglienza, i sentimenti e le emozioni con un linguaggio semplice, naturale, perché mette al centro il confronto.

Copertina di “Chiamarlo amore non si può”, edito da Matilda Editrice.

La scorsa settimana abbiamo festeggiato e manifestato per la festa della donna e nell’importanza di debellare le varie forme di violenza sulle donne, Chiamarlo amore non si può (2013) è un riuscito esempio dell’attività della casa editrice Mammeonline – da luglio 2016, Matilda editrice – di lottare contro gli stereotipi e le discriminazioni ma soprattutto di tentare nuove strade per l’educazione affettiva.
Ventitré scrittrici raccontano in altrettante storie la violenza contro le donne; nella quarta di copertina si legge:
«Cari ragazzi e care ragazze che vi affacciate al mondo dei grandi, questo libro è per voi. Perché impariate dai nostri errori, impariate che amore vuol dire rispetto e non sopraffazione, che amare vuol dire permettere all’altro/a di essere se stessi. Insomma l’amore non può essere egoista, altrimenti non lo si può chiamare amore.
[…] Perché non rimaniate in silenzio di fronte ai tremendi fatti di cronaca. Ma anche perché sappiate reagire a ciò che può succedere intorno a voi, non solo quando si tratta di violenza fisica, ma anche di gesti e comportamenti che comunque feriscono profondamente».
Attraverso un linguaggio chiaro, senza allusioni, dove spesso emerge per contrapposizione l’ipocrisia dei nostri rapporti, Chiamarlo amore non si può insegna a tutti che l’educazione sentimentale è scoperta e rischio, coraggio e non paura; è un conflitto prima di tutto con se stessi che si può risolvere spesso con la tenerezza del sapersi prendere per mano.
In copertina: logo di Matilda Editrice, su gentile concessione della stessa.
Categorie Articoli:
Cultura · Parole su parole

Commenti

  • Molto bello interessante e scritto bene. Grazie per la riflessione.

    sara 16 marzo 2017 7:47 Rispondi

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza cookie terzi per le sue funzionalità. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.
Pequod