MeaVulva: ripartiamo dal grido «Io sono solo mia!»

Scritto da
Sara Alberti

Cinisello Balsamo, ottobre 2016: nasce il collettivo femminista MeaVulva, all’interno del centro sociale Spazio 20092. L’idea della creazione di MeaVulva parte dalla necessità di avere una realtà con proposte pratiche sul territorio cinisellese. Continua il collettivo: «Sin dall’inizio abbiamo scelto di assumere delle modalità molto concrete per esprimere l’ideologia femminista che ci contraddistingue e ci unisce allo stesso tempo alle altre realtà circostanti, senza definirci in modo netto. O meglio: siamo un gruppo autorganizzato, femminista che sostiene la parità dei diritti contro qualunque forma di discriminazione di genere a livello politico, sociale, sanitario, culturale ed economico. Ma stiamo costruendo la nostra identità passo per passo, attraverso le nostre azioni. L’esperienza della manifestazione del 26 Novembre a Roma è stata sicuramente edificante e istruttiva, poiché ha mostrato la volontà di ritrovarsi e riconoscersi per riiniziare un percorso propositivo e costituente. Pensiamo fermamente che sia necessario ripartire dal grido: Io sono solo mia».

Il loro obiettivo primario ebbe come oggetto la problematica locale sulla questione dell’ interruzione volontaria di gravidanza (IVG) presso l’ospedale Bassini di Cinisello Balsamo: «Quando siamo venuti a conoscenza del fatto che l’unico medico non obiettore della struttura fosse andato in pensione, ci siamo chiesti se l’IVG fosse ancora garantita. Il Bassini è stato però solo un punto di partenza, perché abbiamo quasi immediatamente compreso quanto complessa fosse la materia a livello nazionale. Al momento è in corso la stesura di un report basato sui tre mesi di lavoro in cui abbiamo raccolto materiale sul piano legale e sanitario. Abbiamo analizzato la legge 194/78, sottolineandone le mancanze e le problematicità e cercando di porre delle soluzioni proponendo idee che potessero migliorare le condizioni in cui oggi (non) viene applicata la legge. Inoltre, un ulteriore problema è la grande disinformazione, per questo abbiamo pensato fosse necessario chiarire l’iter che una donna, sia maggiorenne che minorenne, deve seguire nel caso volesse interrompere una gravidanza. Tale percorso è contenuto in una mappa riassuntiva, primo frutto di questo lavoro, esposta in un’assemblea tenutasi il 21 febbraio presso l’Università Statale di Milano organizzata da Non Una Di Meno».

Sempre su questa onda, il collettivo sta organizzando un’inchiesta e una mappa da inserire eventualmente in ogni struttura scolastica superiore, contenente le modalità per un uso corretto dei contraccettivi e anticoncezionali, nonché una lista dei consultori, per quanto riguarda Cinisello, e creando una rete di interscambio con altri collettivi, anche per Milano.

Il passo successivo è intraprendere un percorso di educazione sessuale nelle scuole: «la radice del problema è la mancanza di un vero percorso a riguardo, che non sia una blanda “lezione all’affettività” eteronormativa patriarcale, che esclude argomenti come la contraccezione e le malattie sessualmente trasmissibili, non affronta il tema dell’identità sessuale o l’elemento LGBTQ+, e il piacere sessuale rimane un tabù.
Fondamentale per il collettivo sarà capire le esigenze del territorio cinisellese, che rappresenta il microcosmo di partenza, in cui capire le reali necessità delle donne in questo contesto. Partire da Cinisello per arrivare a contesti più ampi, ad esempio lavorando e coinvolgendo le donne migranti; attingere dalle esperienze pregresse per la scelta e la proposta di progetti futuri, in un’atmosfera di arricchimento reciproco, condivisione, solidarietà, autodeterminazione individuale e collettiva».

Fotografie e immagini: collettivo MeaVulva

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