Route 415, quello che non ti aspetti a 20 km da Milano

Scritto da
Mirko Pizzocri

L’acqua, elemento essenziale della storia che andiamo a raccontare, scorre inesorabile e, come il tempo, passa e trasforma. Anni e secoli che lentamente modificano, rivoluzionano un territorio. Spesso l’urbanizzazione caotica ha portato con sé la cancellazione della memoria di luoghi e storie.

Da qui nasce il progetto Paullese Route 415, dalla necessità di conservare le ricchezze, talvolta poco conosciute, di un territorio così vicino ad una grande città europea, Milano, ma ancora così lontano da essa per panorami, colori e ambienti.

http://www.paullese415.it/

http://www.paullese415.it/

«A noi» mi racconta il Sindaco Federico Lorenzini  «il compito di promuovere e sviluppare il nostro territorio. Registrando il marchio, il Comune di Paullo ha dato concretezza all’idea; ora con l’aiuto della società Weblizt stiamo provando a sviluppare il brand, utile a raccontare le bellezze di luoghi spesso poco conosciuti».

L’idea piace alle amministrazioni locali: per il momento sono otto i Comuni coinvolti nel progetto, si spazia da Peschiera Borromeo in provincia di Milano fino a  Castelleone in provincia di Cremona. Insomma, la bassa Lombardia sembra unita trasversalmente da un’unica visione.

Intervistando Marco, socio della Weblizt, ci si rende subito conto di quali sono i valori comuni che stanno unendo le forze pubbliche e private all’interno di questo scenario. La sostenibilità ambientale è una di queste, unita alla volontà di restituire ai cittadini la condizione di fruibilità di splendidi luoghi culturali incastonati in paesaggi rurali, dove la natura regna e non arretra.

Per dirla con le parole del Sindaco di Paullo, Comune titolare del progetto: «La strada paullese è un’importantissima arteria della Lombardia centrale, resta a noi il compito di far capire che fuori da quella linea di cemento c’è un mondo».

http://www.paullese415.it/

http://www.paullese415.it/

Già, un mondo dove si uniscono boschi tutelati, castelli e santuari medioevali, antichi corsi d’acqua. Ma non solo: elemento aggiunto delle visite a questi territori è l’enogastronomia, ricca di storie e sapori delle pietanze senza tempo di questi luoghi in cui da sempre vengono cucinati.

E così, da queste premesse tutte “green” ha preso forma quella che era solo una visione. I percorsi, esclusivamente ciclabili, sono stati mappati, possiedono una partenza definita e  destinazioni condivise, narrate e illustrate. Ora, per chi fosse alla ricerca di svago e relax dalla monotonia urbana e dal grigiore del proprio ufficio, potrà tranquillamente studiare l’itinerario più incline ai propri interessi e alle proprie necessità.

http://www.paullese415.it/

http://www.paullese415.it/

Accedendo direttamente dal portale, infatti, chi parte da Crema potrà scegliere di far visita al Castello di Pandino, percorrendo – pardon, rigorosamente pedalando – per una trentina di chilometri in compagnia delle guide locali. Oppure, con partenza da Paullo, si potrà far visita all’Oratorio Bramantesco di Rosate, costruito nel Quattrocento, dopo per aver visitato il santuario di San Giovanni del Caladrone, le cui tracce si perdono nella storia. Le prime notizie del luogo risalgono addirittura al 1261, secondo le antiche testimonianze trascritte su di una pergamena conservata nell’Archivio Vescovile di Lodi.

san-giovanni-del-calandrone

Ma questo, come dicevo, è solo una delle tante storie di questo pezzo di pianura, dove storia, arte e sacralità si mescolano danzando con la natura, rivendicando la loro presenza. A noi allora il compito di dar voce, ammirandole; scoprendo che basta così poco per innamorarci ed emozionarci così tanto.

Categorie Articoli:
Pequod OnAir

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza cookie terzi per le sue funzionalità. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.
Pequod